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Coworking Blog

Quello che avrei voluto imparare subito anni fa, è la bellezza del CONDIVIDERE

Pubblicato il 19/06/2015 da Aguida Ibtissam
Quello che avrei voluto imparare subito anni fa, è la bellezza del CONDIVIDERE

Sono stata abituata fin da piccola ed ogni anno attendo questo momento con grande gioia, perché è anche un’occasione per passare del tempo con la famiglia  e soprattutto un momento di festa e condivisione; ed è per questo ho deciso di condividere questa esperienza qui nello spazio Cowo di Coworking Ancona che frequento ormai già da qualche mese.


Quando ho messo piede per la prima volta in questo spazio non avevo le idee chiare su cosa fosse un coworking ed ancor di meno conoscevo i valori che sostiene e di cui si fa portatore. Che dire, ho fatto proprio una piacevole scoperta! :)

Quello che di più mi ha affascinato e stupito è la disinvoltura con la quale si sviluppano le relazioni qui dentro. Tra il dire “condividiamo” e il farlo, c’è una bella differenza, ancora più grande per chi, come me, è una persona riservata e proprio non immaginava da che parte iniziare…


Beh, oggi posso dirvi che: HO INIZIATO!


Chiacchierate quotidiane a parte con gli altri coworkers, l’ esperienza di condivisione che voglio raccontarvi è culturale, religiosa ed anche un può personale, ma la cosa davvero bella è che non ho avvertito la presenza di alcuna barriera nel raccontarla.


Ieri ho iniziato il Ramadan. Molti ne conoscono solo la parola e hanno quasi timore nel chiedermi di più, un può perché non vogliono mostrare la loro ignoranza in materia, un può perché “ chi lo sa se ..... si offende se le chiedo di più, come reagirà ?”.

Il Ramadan è un momento di condivisione e di unione molto importante nella mia religione e sentire l’interessamento delle persone e degli altri coworkers su questo concetto di Ramadan mi ha portato giorno dopo giorno a condividere con loro sempre un pezzettino in più di questa mi esperienza di vita, con la stessa naturalezza di chi ne parla con una cara amica.

Dunque: cos’è  il Ramadan?

Definire Ramadan è decisamente lungo e complesso, ma tranquilli lo spiego anche a voi a parole mie!


È un mese sacro e di digiuno (sawm) ed è uno dei cinque doveri della fede islamica. Non solo un periodo di purificazione e riflessione sulle azioni compiute durante l’anno, ma anche di perdono e controllo dello spirito tramite la preghiera, l’autodisciplina, la meditazione e l’ aiuto verso altri.

Moderando il linguaggio, facendo beneficenza e anche resistendo alle proprie passione o vizi, oltre al digiuno, che è la cosa più importante, molti lo ritengono un trattamento per curare malattie e problemi fisici di natura intellettuale e psicologica.


Avviene sempre il 9° mese del calendario musulmano, dura dai 29 ai 30 giorni a seconda del ciclo lunare, e cambia ogni anno iniziando sempre 11 giorni prima dell’anno precedente. In questi giorni noi musulmani dobbiamo rimanere a digiuno ed astenerci dal bere, non praticare sesso e non fumare dal sorgere del sole fino al tramonto, quando cala il sole.

Il rito viene subito interrotto con un dattero o un bicchiere d’acqua e la preghiera, solo a seguire avviene il pasto serale caratteristico di ogni paese, ad esempio in Marocco il piatto del ramadan prende nome di lftour, qui non deve mancare del tè alla menta (che serve a limitare la sete), i datteri (utili a recuperare subito l’energia), la nostra zuppa tipica e dolciumi vari.


Dal digiuno sono esentati i minorenni, le donne che allattano o in gravidanza, mentre le donne durante il ciclo mestruale e chi è in viaggio, sono solo temporaneamente esentate.

Ora probabilmente avete appreso anche voi qualcosa in più su questa pratica culturale (forse avevate già le idee chiare), io ammetto che solo nel raccontarla mi sono sentita arricchita di valore e così è stato anche per chi mi ha ascoltato ed ha potuto aggiungere quel tassello di conoscenza in più che non aveva.


Mi sono resa conto, non solo, di quanto sia bella la diversità, ma soprattutto di quanto sia bello condividerla e farla conoscere agli altri, creando spunti di dialogo e confronto che ci fanno crescere ogni giorno di più.


Ma per realizzare questo “progetto” di condivisione è necessario crederci e vivere in uno spazio “di valore” che ti faccia sentire libero di esprimerti e crescere come è stato (e lo è ancora) per me, il Coworking Ancona.